Articoli_Prima

Lettera di ringraziamento che, su iniziativa della CRAL (Consulta Regionale Aggregazioni Laicali), è stata inviata all'Arcivescovo

In allegato la Lettera di ringraziamento che, su iniziativa della CRAL (Consulta Regionale Aggregazioni Laicali), è stata inviata all'Arcivescovo, e in contemporanea da tutti  i segretari diocesani delle Consulte delle Aggregazioni laicali ai rispettivi vescovi. E' un segno semplice ma significativo che ci fa sentire uniti e abbracciati ai nostri pastori e all'intera comunità dei credenti in un momento così difficile. 

L'Arcivescovo Mons. Salvatore Gristina ed il Sindaco Salvo Pogliese alle ore 12,00 si recheranno al Cimitero di Catania per un momento di preghiera

Arcidiocesi di Catania
L'Arcivescovo Mons. Salvatore Gristina ed il Sindaco Salvo Pogliese alle ore 12,00 si recheranno al Cimitero di Catania per un momento di preghiera. Coloro che fossero interessati alle riprese effettuate in forma privata possono collegarsi ai canali di Facebook dell'Arcidiocesi di Catania: https://www.facebook.com/ArcidiocesidiCatania/?epa=SEARCH_BOX
e di Prospettive docesict: https://www.facebook.com/diocesict/?modal=admin_todo_tour

Giuseppe Longo
Dir. Uff. Com Soc. Diocesi Catania
Pubblicista n. 136200

 

In allegato la preghiera

Di seguito e in allegato alcune precisazioni in merito alle iniziative messe in campo dalla Caritas Diocesana nel corso dell'emergenza Coronavirus.

CATANIA. La Caritas Diocesana si affida a quelle forme di solidarietà
creativa che sono state suggerite anche dal Santo Padre per evitare che
a pagare il prezzo più elevato dell'attuale crisi siano proprio gli
ultimi, già particolarmente esposti a situazioni di difficoltà e
disagio. In accordo con la Curia di Catania, l'organismo diocesano
proseguirà nelle disposizioni già intraprese le scorse settimane,
prorogando la sospensione dei servizi dell'Help Center della Stazione
Centrale fino al 3 aprile, data l'impossibilità di far rispettare quelle
misure anti-contagio che risultano necessarie per arginare il
diffondersi del Covid-19, anche se continuano e si intensificano quelle
operazioni di coordinamento, supporto da remoto e donazioni nei
confronti delle altre associazioni che mantengono delle strutture
adeguate al rispetto degli standard imposti dall'autorità pubblica.

In particolare, nel corso delle ultime settimane e in occasione delle
prossime, la Caritas Diocesana ha donato e continuerà a donare alimenti
e altri beni in ingente quantità a enti e/o associazioni accreditate e
in grado di certificare la propria operatività. L'elenco dei beni donati
e in procinto di esserlo è lungo e articolato e comprende alimenti, come
latte, riso, pasta, ricotta, yogurt, latticini, merendine, zucchero,
olio di semi ed extravergine, sottilette, tonno e biscotti, e anche
vestiario, come scarpe e giubbotti che risultano necessari in questo
periodo in cui si è nuovamente affacciata l'emergenza freddo. Tra le
associazioni che usufruiscono della collaborazione e delle donazioni
della Caritas Diocesana, oltre alla Locanda del Samaritano che fa parte
della rete, beneficiando anche di un contributo annuo di 50mila euro da
parte dell'organismo diocesano, ci sono anche i Cavalieri della Mercede
e l'associazione “Accoglienza e Solidarietà”.

La Caritas Diocesana, inoltre, continua a essere a disposizione
dell'utenza tramite quegli strumenti di smart working consentiti dai
dpcm. Oltre alla disponibilità telefonica, gli operatori dell'organismo
diocesano stanno garantendo supporto agli assistiti con l'utilizzo delle
chat sui social (facebook e instagram) e anche via email, animando
inoltre la comunità dei volontari con le riflessioni del direttore don
Piero Galvano che vengono condivise sui canali ufficiali e sulla
mailing-list. Per stimolare la cura della parola di Dio e per offrire un
modo utile per impegnare quanti sono costretti a restare a casa per il
bene di tutti, è stata posticipata la scadenza del Concorso biblico fino
al 30 aprile. Risultano, invece, bloccati i lavori di ristrutturazione
per bagni e docce all'Help Center della Stazione Centrale, avviati lo
scorso ottobre, e quindi sono da valutarsi le date per l'inaugurazione.

Il direttore ha voluto, inoltre, puntualizzare che: «La speranza e
l'esigenza di poter tornare pienamente operativi quanto prima non devono
offuscare la necessità di tutelare tutte le persone dall'eventualità del
contagio. Noi continuiamo a esserci nelle forme più sicure per assistiti
e operatori, ma chiediamo a tutti voi di restare a casa».
 

Le Chiese cristiane invitate dal Papa alla preghiera

Le Chiese cristiane invitate dal Papa alla preghiera

L’Ufficio Nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso rilancia l’invito del Santo Padre, chiedendo – dove possibile – di estenderlo ai fratelli e alle sorelle delle altre Chiese cristiane che vivono sul territorio, oltre che ai membri delle Commissioni ecumeniche e a quanti operano per l’unità della Chiesa.

“In questi giorni di prova, mentre l’umanità trema per la minaccia della pandemia, vorrei proporre a tutti i cristiani di unire le loro voci verso il Cielo. Invito tutti i Capi delle Chiese e i leader di tutte le Comunità cristiane, insieme a tutti i cristiani delle varie confessioni, a invocare l’Altissimo, Dio onnipotente, recitando contemporaneamente la preghiera che Gesù Nostro Signore ci ha insegnato”.

Con queste parole, pronunciate all’Angelus di domenica scorsa, Papa Francesco invita tutti a rinnovare tale preghiera “parecchie volte al giorno, ma, tutti insieme, a recitare il Padre Nostro mercoledì prossimo 25 marzo a mezzogiorno, tutti insieme.

“Nel giorno in cui molti cristiani ricordano l’annuncio alla Vergine Maria dell’Incarnazione del Verbo – ha concluso il Santo Padre – possa il Signore ascoltare la preghiera unanime di tutti i suoi discepoli che si preparano a celebrare la vittoria di Cristo Risorto”.

Le motivazioni della scelta di Papa Francesco di chiedere a tutti i cristiani del mondo di riunirsi in un’unica preghiera si radica nel Vangelo stesso.

Di fronte all’impotenza, all’incapacità e al disorientamento sperimentati dagli Apostoli, Gesù risponde loro: “Questa specie di demoni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera” (Mc 9,29).

La preghiera del Padre Nostro è la preghiera di Gesù, l’Abbà del Figlio, l’espressione della sua intima comunione d’amore con il Padre. Il cristiano vive in questa relazione: animato dalla presenza del Consolatore, impara a vedere e interpretare la realtà con gli occhi della fede; facendo sue le parole di Gesù, esprime il riconoscimento della signoria di Dio sulle vicissitudini della storia e confida nel suo andare verso il compimento definitivo del Regno. Chiede – a livello personale e comunitario – il nutrimento necessario, il perdono dei peccati, la liberazione dal male che minaccia la salvezza.

La valenza ecumenica della preghiera – a maggior ragione della preghiera di Gesù – risuona già nelle parole di San Cipriano: “Per noi (il Padre Nostro) è una preghiera pubblica e comune; quando preghiamo, non preghiamo per uno soltanto, ma per tutto il popolo, perché tutto il popolo è uno. Il Dio della pace e il maestro della concordia, che ha insegnato l’unità, ha voluto che uno pregasse per tutti, come Lui ha portato tutti in uno”.

Da questa fede nasce la speranza, che si fa servizio e ha la forma dell’unità.

Come sottolinea la Conferenza delle Chiese europee, per i cristiani “vivere l’unità è ancora più importante nei momenti di crisi per favorire la cooperazione e per testimoniare l’amore di Dio per tutti con la preghiera e con l’azione”.

L’Ufficio Nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso rilancia l’invito del Santo Padre, chiedendo – dove possibile – di estenderlo ai fratelli e alle sorelle delle altre Chiese cristiane che vivono sul territorio, oltre che ai membri delle Commissioni ecumeniche e a quanti operano per l’unità della Chiesa.

La Segreteria Generale

Pagine