Lettera di comunione 1/2026

Carissimi fratelli presbiteri e diaconi,

vi ringrazio ancora per la presenza alla celebrazione del 2 gennaio u.s. con la quale ho voluto rendere grazie al Signore con voi per il dono dell’episcopato, “dato a me ma non per me”, bensì per la Chiesa; sono consapevole che la sarcina episcopalis ha il suo peso, ma conosce anche il sollievo della presenza del Signore che la porta con me, e della corresponsabilità di tutti i battezzati, soprattutto dei ministri ordinati; dopo dieci anni posso ancora ripetere con fede che «Tutto è grazia!»
Come non meditare le parole di papa Leone xiv che ci riporta, nel suo discorso al Concistoro dei cardinali, al valore della comunione ecclesiale senza la quale ogni opera di evangelizzazione è vana? Così egli ha detto nel suo discorso del 7 gennaio:

«L’unità attrae, la divisione disperde. Mi pare che lo riscontri anche la fisica, sia nel micro che nel macrocosmo. Dunque, per essere Chiesa veramente missionaria, cioè capace di testimoniare la forza attrattiva della carità di Cristo, dobbiamo anzitutto mettere in pratica il suo comandamento, l’unico che Egli ci ha dato, dopo aver lavato i piedi dei discepoli: “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri”. E aggiunge: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,34-35)».

Inizio dell’anno agatino
Con la festa del Battesimo del Signore inizia l’anno agatino, che riguarda tutta la Chiesa di Catania, ogni città e ogni parrocchia, in nome non tanto della devozione ma dell’ecclesialità: il senso del patrono/patrona della Chiesa locale risiede nella esemplarità della sua vita di fede e nel carattere ecclesiale della sua testimonianza. Noi per primi possiamo sentirci sollecitati spiritualmente da questi aspetti per vivere l’anno agatino come un itinerario spirituale. A noi, chiamati a guidare le comunità con l’annuncio della Parola di Dio e radunarle attorno all’Eucarestia, spetta il compito di assumere questo “stile ecclesiale”, testimoniarlo e trasfonderlo nel cuore di tutti. Nella Lettera pastorale troviamo tanti contenuti, sia in riferimento alla Parola di Dio che al racconto della Passio Agathae, che potranno continuare ad edificare le nostre comunità e che possono costituire un sussidio utile per la catechesi e la predicazione, soprattutto in preparazione alla peregrinatio delle reliquie.
Non ho voluto che l’anno agatino iniziasse con una Celebrazione Eucaristica unica in Cattedrale, ma con le celebrazioni che vivremo in comunione in tutta la diocesi nella festa del Battesimo del Signore, con l’accensione della lampada del giubileo agatino decorata con una bella immagine che ha realizzato il nostro don Gaetano Puleo, che di cuore ringrazio. Ringrazio anche l’équipe che ha preparato il sussidio di preghiera che ci accompagnerà nella peregrinatio. Ricordo anche che la Penitenzieria Apostolica ci ha concesso l’indulgenza di cui si potrà beneficiare alle solite condizioni ogni volta che si farà un pellegrinaggio in Cattedrale e durante le peregrinationes delle reliquie nei vari luoghi che le ospiteranno.
Vi invito, come ogni anno, a seguire le catechesi nei mercoledì del mese di gennaio, secondo il programma che troverete nell’agenda diocesana; ad accompagnare i ragazzi e i giovani all’incontro di preghiera del 24 gennaio p.v. alle ore 16:30; al pellegrinaggio penitenziale nelle chiese del “trittico agatino” la sera del 29 gennaio alle ore 19:30. Tante volte parliamo di evangelizzare la festa di sant’Agata: non basta proporsi di farlo, ma cogliere queste occasioni che sono già degli elementi che mettono al centro l’annuncio e la preghiera al di là delle processioni del 4 e del 5 febbraio, e a cui vanno educate le nuove generazioni ed una porzione di popolo di Dio, quello delle nostre parrocchie, che tante volte rimane fuori dai festeggiamenti tradizionali.

Ministeri istituiti dei seminaristi e dei candidati al diaconato permanente
Ringrazio il Signore con voi per il conferimento del lettorato ai seminaristi Giuseppe Moncada e Andreas Kipanda della diocesi di Mafinga in Tanzania, e ai candidati al diaconato permanente Giuseppe Armadillo, Vicenzo Spampinato e Giovanni Villa; per il conferimento dell’accolitato ai seminaristi Angelo Longo, Salvatore Virgillito, Dickson Nyaga e Innocent Lusakamila della diocesi di Kahama in Tanzania, e ai futuri diaconi Giuseppe D’Agostino, Ferdinando D’Amico, Antonino Laudani, Claudio Schilirò e Antonio Tosto. La celebrazione avrà luogo presso la Cappella del nostro Seminario interdiocesano sabato 10 alle ore 17:00.
Lodiamo il Signore e continuiamo ad accompagnare coloro che il Signore chiama a seguirlo nel ministero ordinato.

I nostri sacerdoti: vicinanza ai sofferenti e auguri
Continuiamo a pregare per la salute dei nostri fratelli Antonino La Manna, Giovanni Perni, Antonino Di Grazia: il Signore li sostenga nel momento della prova, e non manchino il nostro affetto e la nostra vicinanza.
Ho ritenuto di chiedere il titolo di Cappellano di Sua Santità per due parroci fondatori della nostra Chiesa di Catania, padre Giuseppe Catalfo e padre Pietro Sapienza, un piccolo segno di riconoscenza a chi ha edificato non solo “chiese di mattoni” ma di pietre vive, rispettivamente la chiesa dei Santi Zaccaria ed Elisabetta in San Giovanni Galermo e quella della Madonna del Divino Amore in Catania. A loro va il nostro augurio.

Ritiro spirituale
Non manchi in ogni vicariato il ritiro spirituale di gennaio, fissato per il giorno 19 p.v.. Personalmente mi unirò al presbiterio dell’VIII vicariato.

Vi saluto fraternamente tutti e spero di incontrarvi tutti presto,

Vostro Padre Arcivescovo
+  Luigi Renna

condividi su
Share