domenica, 5 Luglio 2026

Un mandato per tutti noi: custodi dei fratelli!

Non sono voluto mancare all’appuntamento di Lampedusa con il papa e un’isola accogliente e simbolica di uno dei drammi del nostro tempo, ossia la sorte di tanti migranti. È stato un appuntamento con la Parola di Dio commentata da papa Leone XIV: la parabola del Buon Samaritano che interpella anche noi “prossimi ci si fa, prossimi si diventa “.Possiamo rimanere indifferenti verso la sorte di tanti fratelli e sorelle che accanto ad un’isola della nostra Isola vedono uno spiraglio di speranza dopo giorni di navigazione disperata? Le parole di Leone, il suo sguardo silenzioso su quel mare che è di tutti, la memoria di papa Francesco, l’omaggio al più piccolo delle vittime della globalizzazione dell’indifferenza, gli esempi virtuosi di chi a Lampedusa organizza la speranza. La Celebrazione eucaristica con l’omelia che ci inchioda alla nostra responsabilità di credenti e di cittadini, soprattutto queste parole:
“C’è anche chi sceglie di non farsi prossimo e chi decide di non decidere.[…] Passare oltre è […] la paura che alimenta pregiudizi e disprezzo, l’idea che tali problemi non ci riguardano, […] il lento e difficile passaggio da una mera gestione delle emergenze all’elaborazione di politiche organiche e condivise”.
Insomma, come ha affermato nel saluto al papa monsignor Alessandro Damiano, il mandato che abbiamo ricevuto oggi, anche noi della Chiesa di Catania, è di essere custodi dei nostri fratelli!
+ Luigi, arcivescovo
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