Sabato scorso a Milano, i Patrioti per l’Europa e la Lega hanno organizzato la manifestazione Remigration Summit, puntando a creare una forte identità nazionale, al netto di scorie e contaminazioni straniere. A tal proposito sono stati rispolverati vecchi slogans leghisti: “Senza paura. In Europa padroni a casa nostra”, che la dicono lunga sulla visione dell’immigrazione. Senza dire dei cori: “salti chi musulmano non è”. Anche slogans di questo tipo, non sono neutrali perché alimentano una cultura ostile verso chi arriva nel nostro Paese e rafforzano il pregiudizio che lo straniero è un invasore ed è pericoloso. Il Forum di Dottrina sociale della Chiesa “Leone XIV” della nostra Arcidiocesi, in queste ultime settimane, ha elaborato il documento “Il Decreto Legge sull’immigrazione: criticità alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa”, che si pone come alternativa alla cultura del sospetto e del respingimento, diffusa anche tra alcune frange cattoliche. Il nostro documento esprime un giudizio critico sul Decreto Legge N. 23/2026 in materia di immigrazione e protezione internazionale, a confronto con il valore incommensurabile della persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio, da cui consegue l’uguaglianza e la fraternità fra tutti gli esseri umani. Infatti, sottolinea Papa Francesco: “L’affermazione che come esseri umani siamo tutti fratelli e sorelle, se non è solo un’astrazione ma prende carne e diventa concreta, ci pone una serie di sfide che ci obbligano ad assumere nuove prospettive e a sviluppare nuove risposte, specialmente quando il prossimo è una persona migrante”(Fratelli tutti, nn 128,129). Nel Decreto diversi aspetti etici non rispecchiano la dottrina sociale della Chiesa, e le misure più severe per contrastare l’immigrazione irregolare violano i diritti umani degli immigranti in quanto persone dotate di una dignità intangibile. Il documento analizza l’articolo 28 osservando che “l’obbligo di cooperazione a carico dei detenuti stranieri ai fini dell’accertamento della loro identità, può incidere per l’adozione del provvedimento espulsivo”, che impatta sulla libertà personale e rischia di creare ulteriori situazioni di gran lunga al di sotto degli standard internazionali nelle strutture di trattenimento. L’Art. 29 comma 1 introduce misure più severe per le procedure di asilo, legittimando la prassi di trasferimento e deportazione degli stranieri verso Stati limitrofi. Ancora papa Francesco afferma: “Certo, l’ideale sarebbe evitare le migrazioni non necessarie e a tale scopo la strada è creare nei Paesi di origine la possibilità concreta di vivere e di crescere con dignità…Ma, finché non ci sono seri progressi in questa direzione, è nostro dovere rispettare il diritto di ogni essere umano di trovare un luogo dove poter non solo soddisfare i suoi bisogni primari e quelli della sua famiglia, ma anche realizzarsi pienamente come persona”. Verso le persone migranti bisogna “accogliere, proteggere, promuovere e integrare” (Fratelli tutti, n 129). L’Art. 29 Comma 3, lo straniero non potrà accedere gratuitamente alla difesa tecnica senza una verifica preventiva delle proprie condizioni economiche; in passato la legge presumeva una condizione di non abbienza per l’ammissione immediata al beneficio del patrocinio gratuito, ora per opporsi ad un decreto di espulsione si dovrà dimostrare di possedere un reddito inferiore alle soglie previste dalla normativa generale. Il Decreto Legge realizza così un’esplicita limitazione del diritto di difesa da parte del cittadino straniero destinatario di un provvedimento di espulsione. Pertanto, il decreto per contrastare l’immigrazione irregolare viola palesemente i diritti fondamentali dei migranti in quanto persone umane. In questi giorni abbiamo appreso delle remore del Quirinale sul decreto e la proposta di dare un bonus di E 600, agli avvocati che persuaderanno i migranti a tornare a casa loro! Leone XIV afferma: “Gli Stati hanno il diritto e il dovere di proteggere i propri confini, ma ciò dovrebbe essere bilanciato dall’obbligo morale di fornire rifugio”; perciò il Papa stigmatizza “l’abuso dei migranti vulnerabili, vittime di abusi e trattati come “spazzatura”. In tal caso, “non assistiamo al legittimo esercizio della sovranità nazionale, ma piuttosto a gravi crimini commessi e tollerati dallo Stato”. Alla luce del Magistero sociale della Chiesa il Forum alza la voce per sensibilizzare al problema non solo i credenti ma tutti gli uomini e le donne di buona volontà.
Piero Sapienza
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